Pierre JaiIlard (Peter) Bressan

(b Bourg en Bresse, 27 May 1663; d Tournai, 21 April 1731)

Costruttore di origine francese di strumenti a fiato. La sua infanzia fu caratterizzata dalla perdita del padre all’età di 4 anni, nel 1678 iniziò l’apprendistato come tornitore in Bourg per circa due anni; successivamente lasciò Bourg per proseguire nell’apprendistato come costruttore di strumenti a fiato ma non si sa dove. I suoi flauti dolci contralti sono molto simili a quelli di un suo contemporaneo Jean-Jacques Rippert; forse entrambi furono a servizio di uno stesso maestro, magari a Parigi. Nel 1688 si trasferì in Inghilterra dove fonti d’archivio del 1691 lo menzionano a Brazong o Bresong. Nel 1691 fece parte degli ‘hautboys’ che accompagnarono William III in Olanda. In quegli anni abbandonò il nome di Jaillard per diventare Peter Bressan. Il suo nome figura nel James Talbot Manuscript (GB-Och Music 1187, c1695; see Baines) come costruttore londinese di “flutes, recorders and oboes”. Nel 1703 sposò Mary Margaret Mignon figlia di Claude Mignon farmacista della regina Henrietta Maria..Dal suo matrimonio nacquero tre figli dei quali uno morì prematuramente. Amico di James Paisible, fu anche editore di sonate di Castrucci per violino o flauto (1718) e Barsanti (1724). La sua casa era famosa per una grande sala da concerto, luogo d’incontro di famosi esecutori e compositori. Fonti d’archivio rivelano che lo scrittore John Byrom, autore di epigrammi in memoria di Handel e Bononcini, acquistò un contralto Bressan per 5 ghinee. All’età di 67 anni Bressan si trasferì a Tournai, dove morì l’anno successivo il 6 maggio del 1731. Le cronache londinesi riportarono la notizia della scomparsa di un grande artista nella costruzione dei flauti. La sua fama ed importanza è testimoniata dal grande numero di strumenti (circa 48) giunti fino a noi.
ll successo che ebbero a suo tempo i flauti di P.I.Bressan è testimoniato dal discreto numero di strumenti giunti fino a noi e conservati oggi presso musei e collezioni private.

Lo studio condotto sugli originali della collezione di F. Bruggen, della Chester Collection, della “Bate Collection” della University of Oxford, del Museum Preußischer Kulturbesitz di Berlino e del Musée de la Musique
di Parigi, costituisce la base per la riproduzione dei seguenti modelli:
(Per gli strumenti contrassegnati con * sono disponibili dei files MP3 da ascoltare)

Fourth flute e Third flute Hz 415,3
da Pierre JaiIlard (Peter) Bressan

(b Bourg en Bresse, 27 May 1663; d Tournai, 21 April 1731)

2-bressan-di-iv

Nella foto: a sinistra “Fourth flute” in b’ flat 415,3, bosso tinto; a destra “Third flute” in a’ 415,3, bosso tinto.

Il flauto deriva dal “Fourth flute” di P. I. Bressan, facente parte della “Bate collection” (n° 0109) dell’Università di Oxford.
Lo strumento viene riprodotto con l’aggiunta di un corpo alternativo (solo la parte centrale) che trasforma
il flauto in a’, Hz 415,3.
Ascolta i files MP3.
J.S. Bach, L’Arte della fuga BWV 1080
Canone alla duodecima in contrappunto alla quinta
Lorenzo Cavasanti – flauto di terza in a’ Hz 415,3 copia LdP da P. Bressan
Jorge Alberto Guerrero – violoncello

      Canon-alla-duodecima

A. Vivaldi (1678-1741), Sonata in mi minore per flauto in la, flauto di voce e bc, op.V n. 18 (=16) RV. 72
Preludio Largo,
Lorenzo Cavasanti e Manuel Staropoli; flauti dolci (flauto di terza in a’ Hz 415,3 e Voice Flute in d’ Hz 415,3 -copie LdP da P. I. Bressan)
Linda Murgia; violoncello – Claudia Ferrero; clavicembalo – Ugo Nastrucci; tioba e chitarra barocca – Accademia del Ricercare – Dir. Artistico: Pietro Busca

      Vivaldi_opV_18

Flauto dolce Contralto in g’ Hz 415,3
da Pierre JaiIlard (Peter) Bressan

(b Bourg en Bresse, 27 May 1663; d Tournai, 21 April 1731)

bressan-g-ebanoLa riproduzione dell’Alto Bressan in g’ è il risultato dello studio di comparazione condotto sui flautibressan-g-rosa originali di P. I. Bressan. L’attenzione nella realizzazione del voicing dona a questo flauto delle particolari caratteristiche sonore relative alla flessibilità, all’articolazione e al timbro. Nel Barocco lo strumento principale era l’alto in f’, tutte le altre taglie erano considerate traspositrici. Questo spiega i nomi come flauto di quinta per il soprano in c”, di sesta per il soprano in d”, di quarta per il soprano in b’ flat, di terza “bassa” per il tenore in d’ “Voice flute”, oppure di terza “alta” per l’alto in a’. L’alto in g’ era anche denominato flauto di seconda. L’utilizzo di taglie traspositrici, poche usate ai giorni nostri, arricchisce la tavolozza dei colori timbrici di questo straordinario strumento.
La sensazione che si prova nel suonare un alto di g’ derivato da P. I. Bressan è come quella di avere fra le mani un alto in Fa ma con colori più chiari, un’agilità vicina a quella del soprano ed una particolare raffinatezza del suono.

Georg Philipp Telemann (1681 – 1767)
Allegro assai – Sonata in canone N°2
Lorenzo Cavasanti e Dorothee Oberlinger: flauti contralti in G – Hz 415,3, di LdP

      Allegr_as_SonataCanone_II

Flauto dolce Contralto in f’ Hz 440
da Pierre JaiIlard (Peter) Bressan

(b Bourg en Bresse, 27 May 1663; d Tournai, 21 April 1731)

Non essendoci pervenuti dei flauti di Bressan a 440 Hz, questo modello è semplicemente il frutto dello studio bressan-_alto_bossoeseguito sui modelli storici. In questo caso la massima cura è stata dedicata nel proporzionare il flauto al nuovo diapason. I calcoli sono stati effettuati attraverso un software elaborato appositamente.
Il risultato raggiunto non toglie nulla alle caratteristiche sonore del modello a 415,3.
Il flauto risulta perfettamente bilanciato anche per quanto riguarda l’intonazione.

Nella foto: Alto Bressan in f’ a 440 Hz, in legno di bosso, temperamento equabile.

Flauto dolce Contralto in f’ Hz 415,3
da Pierre JaiIlard (Peter) Bressan,

 b Bourg en Bresse, 27 May 1663; d Tournai, 21 April 1731)

Il flauto deriva principalmente da uno dei due modelli della collezione di F. Bruggen, quello della tavola X, realizzato in bosso e avorio.
La riproduzione dell’Alto Bressan è tuttavia il risultato di uno studio di comparazione condotto su cinque flauti originali: i due già citati e i tre facenti parte della “Bate collection” della University of Oxford ( nr. 0109 – 0112 – 2801).
L’accurato studio condotto sul voicing, ha permesso la realizzazione di un flauto che colpisce per le sue caratteristiche sonore: spiccata personalità timbrica, note gravi corpose e resistenti, registro centrale ricco di armonici ed estrema facilità nelle note acute.
Il flauto può essere riprodotto utilizzando o una sola essenza (bosso, ebano…) oppure usando diversi accostamenti come: ebano/bosso (vedi foto), bosso/avorina e ebano/avorina.
L’assemblamento dei due materiali viene eseguito attraverso un innesto conico a circa metà del becco così come si presenta negli strumenti originali.

bressan-particolare-testa

La foto mostra lo spaccato di una testa “Bressan” con il tipico accoppiamento conico.
Questo procedimento garantisce il flauto da eventuali rotture che possono derivare quando si portano i due materiali fino all’imboccatura del flauto in modo che il legno interno (ad es. l’ebano) viene ad avere uno spessore decisamente più sottile in corrispondenza dei due spigoli superiori del canale dell’aria.

Ascolta il file MP3.
Arcangelo Corelli (1653-1713)
“La Follia” op.5, No. 12 in G minor (brano non completo)
Lorenzo Cavasanti: flauto contralto – Hz 415,3, copia LdP da P. I. Bressan
Jorge Alberto: violoncello
Paola Erdas: clavicembalo

      Corelli_Follia

Flauto dolce Tenore in d’ Hz 415,3
Voice flute
da Pierre JaiIlard (Peter) Bressan

(b Bourg en Bresse, 27 May 1663; d Tournai, 21 April 1731)

Il flauto deriva principalmente da uno dei due modelli della collezione di F. Bruggen, quello della tavola v,

Voice flute Hz 415,3 in legno di bosso tinto

Voice flute Hz 415,3 in legno di bosso tinto

realizzato in bosso e avorio.
Il flauto sorprende per la grande flessibilità sonora che permette al musicista esperto di sfruttare a pieno la ricchezza timbrica dello strumento.
Prontezza nell’articolazione e agilità su tutti i registri.

Ascolta il file MP3
A. Vivaldi (1678-1741), Sonata in si minore per flauto di voce e bc, op.V n. 16 (=4) RV. 35
Preludio Largo,
Manuel Staropoli; flauto dolce Voice Flute copia LdP da P.I. Bressan
Linda Murgia; violoncello – Claudia Ferrero; clavicembalo – Ugo Nastrucci; tioba e chitarra barocca – Accademia del Ricercare – Dir. Artistico: Pietro Busca

      Vivaldi_opV_16

Guarda il video
Marin Marais (1656 – 1728)
Les Folies d’Espagne (trascrizione per flauto dolce Dan Laurin)
Dan Laurin: Voice Flute copia LdP (2010) da P.J. Bressan
Registrazione dal vivo, Concerto presso la Chiesa di Santa Marta, Romano Canavese, 31 Luglio 2010

Les Voix Humaines
from Suite No. 3 in D major from Pièces de Viole.
Livre II by Marin Marais.
Arrangement by Clara Goldberg Ravn  (Voice Flute after P.I. Bressan by LdP Recorders)

J. S. Bach
Corrente from solo in a minor, BWV 1013
Clara Guldberg Ravn –  (Voice Flute after P.I. Bressan by LdP Recorders)

Clara Guldberg Ravn: Recorder (Voice Flute after P.I. Bressan by LdP Recorders)

Clara Guldberg Ravn: Recorder (Voice Flute after P.I. Bressan by LdP Recorders)

Flauto dolce Alto in e’ flat Hz 415,3
Voice flute (d’ Hz 440)
da Pierre JaiIlard (Peter) Bressan

(b Bourg en Bresse, 27 May 1663; d Tournai, 21 April 1731)

Il flauto deriva dallo strumento originale di P. I. Bressan, facente parte della collezione del Grosvenor bressan_mibMuseum di Chester.
Lo strumento sorprende per la grande flessibilità sonora che permette al musicista esperto di sfruttarne a pieno la straordinaria ricchezza timbrica.
Prontezza nell’articolazione e agilità su tutti i registri sono le caratteristiche che rendono questo flauto molto simile al contralto, con un timbro e una pasta sonora decisamente molto belli.
Come strumento in mIb viene usato soprattutto per trascrizioni di musica del XVIII sec. anche se la sua presenza all’interno del consort conservato a Chester ne presuppone un utilizzo in ensemble.
La pratica della trascrizione, come testimoniano i Trattati sul flauto dolce pubblicati a partire dall’inizio del XVIII sec., era di uso comune fra i musicisti dell’epoca.

Ascolta i files MP3.
Johann Sebastian Bach
Largo dalla Sonata in Do Min. BWV 1017
Flauto contralto in Mib e cembalo obligato (orig. per violino e cembalo)

Dorothee Oberlinger: flauto
Christian Rieger: clavicembalo

CD MA 20035 Marc Aurel Edition – Deutschlandfunk

      LARGO_BWV_1017

Georg Philipp Telemann (1681 – 1767)
Allegro – Sonata in Sib Magg.
Lorenzo Cavasanti e Dorothee Oberlinger: flauto contralto in Mib Hz 415,3, di LdP e flauto basso (Yamaha)

      Sonata_B_flat_Major_Allegro

BASSO in F Hz 415,3
Pierre JaiIlard (Peter) Bressan

(b Bourg en Bresse, 27 May 1663; d Tournai, 21 April 1731)

Dan Laurin con un il Basso Bressan LdP

Dan Laurin con un il Basso Bressan LdP

Lo strumento qui presentato deriva dall’originale conservato presso il Grosvenor Museum di Chester. Oltre a questo si conservano altri due bassi Bressan, al Victoria and Albert Museum e al St Peter Hungate Museum a Norwich.
L’importanza che questo strumento ebbe sul finire del XVII sec. è testimoniata dal fatto che James Talbot, negli anni intorno al 1695-98, raccolse in un suo Manoscritto descrizioni e particolari di strumenti utilizzati dai musicisti londinesi; citando Bressan come costruttore di “flutes, recorders and oboes”, e riportando una misurazione del suo basso.

Il basso di Chester è uno strumento dall’aspetto molto elegante, in acero ed avorio. Una chiave d’argento a forma di farfalla ne orna il piede caratterizzato da un bel rigonfiamento a forma di cipolla. La cameratura del flauto non termina come di consueto, con il foro sul fondo del piede, ma trova sfogo frontalmente, con un foro di grandi dimensioni, sul rigonfiamento a cipolla. In basso, nel foro terminale del tubo sonoro trova invece alloggiamento un bastone atto a sostenere verticalmente il flauto. La “silouette” di questo flauto, unica nel suo genere, può essere direttamente attribuita a Bressan, infatti nessun altro costruttore l’ha utilizzata prima e dopo il 1700. La particolarità del bastone è che, essendo cavo all’interno, funziona anche da risuonatore dando pienezza e potenza al registro grave e facilitando l’emissione delle ultime note del registro acuto. E’ veramente uno strumento molto bello, piacevolissimo da suonare, con una risposta nell’articolazione unica ed un suono che affascina. Recentemente è stato utilizzato da Lorenzo Cavasanti nel CD: “Vivaldi Sonate à Flauto Solo”.
Antonio Vivaldi
Sonata del sig. Vivaldi in fa maggiore, RV 52 Siciliana. Largo

      Recorder Sonata in F Major, RV 52 - I. — - Lorenzo Cavasanti, Caroline Boersma

Lorenzo Cavasanti: flauto Basso copia LdP da P. I. Bressan
Sergio Ciomei: clavicembalo e organo
Caroline Boersma: violoncello

      22-Recorder-Sonata-in-F-Major-RV-52-II.-Allemanda

C. P. E. BACH
Trio Sonata in fa maggiore (primo movimento)
Dan Laurin: flauto Basso copia LdP da P. I. Bressan

      CPE-Bach

Particolari Basso Bressan LdP